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Legionella, centri benessere e spa: il controllo pre-apertura non basta

Legionella, centri benessere e spa: il controllo pre-apertura non basta

A fine luglio, durante un controllo su una vasca idromassaggio già in esercizio, il campione prelevato dalla vasca di compenso restituisce una concentrazione di Legionella superiore a 1.000 UFC/L. Tre settimane prima, in fase di riapertura stagionale, il controllo sull’acqua della vasca era risultato conforme. Nel frattempo sono aumentati gli accessi, i filtri hanno accumulato materiale organico e il circuito ha lavorato per molte ore consecutive.

Il punto cieco è già in questa sequenza. Un esito conforme prima dell’apertura descrive la condizione dell’impianto nel giorno del prelievo, ma non dimostra che sia rimasta stabile durante le settimane di utilizzo intensivo. Nella gestione della Legionella nei centri benessere e SPA, la prova della prevenzione dipende dalla continuità dei controlli, dalla lettura dei parametri e dalla tracciabilità delle decisioni tecniche.

Nelle SPA il rischio cambia con l’utilizzo

Una vasca idromassaggio presenta condizioni differenti rispetto a un normale terminale della rete idrica. L’acqua viene mantenuta generalmente sopra i 30 °C, ricircola attraverso getti ad alta velocità e genera aerosol. Tra un utilizzatore e l’altro resta nel circuito, dove viene filtrata e trattata; nei tratti meno raggiunti dal biocida possono inoltre formarsi biofilm e depositi che non emergono necessariamente dal solo campionamento dell’acqua libera.

Le Linee guida nazionali del 2015 richiedono per queste vasche un’attenzione specifica alla costruzione, alla manutenzione, alla pulizia, al trattamento e ai circuiti di ricircolo. Evidenziano inoltre che le basse concentrazioni rilevate nell’acqua della vasca possono convivere con una presenza maggiore di Legionella nei filtri, nei getti e nel biofilm interno alle tubazioni.

A queste condizioni si aggiunge la stagionalità. Un reparto wellness può restare fermo, lavorare a carico ridotto e passare in pochi giorni a un utilizzo continuativo. Affluenza, efficienza del filtraggio, disinfettante residuo, pH, temperature e tempi di ricambio cambiano durante la giornata. È questa variabilità a rendere il rischio diverso da quello di un impianto idrico standard.

Le stesse Linee guida includono tra i fattori da valutare la temperatura dell’acqua compresa nella fascia favorevole alla proliferazione, la presenza di tratti poco utilizzati e l’uso stagionale o discontinuo della struttura.

Il campionamento è una fotografia, non una gestione

I campionamenti e analisi Legionella per SPA e idromassaggi sono indispensabili, ma devono essere inseriti in un piano coerente con l’uso reale dell’impianto. Le Linee guida del 2015 indicano per le vasche idromassaggio il campionamento trimestrale per la ricerca di Legionella e controlli microbiologici mensili su ulteriori parametri. Richiamano inoltre la necessità di ispezionare tubazioni, getti e circuiti per verificare la presenza di biofilm.

Il controllo pre-apertura resta quindi un passaggio iniziale, non una garanzia estesa all’intera stagione. Dopo l’avvio devono essere letti insieme i risultati analitici, i parametri operativi e gli eventi che modificano l’equilibrio del sistema: picchi di affluenza, fermate tecniche, anomalie nel dosaggio, sostituzioni dei filtri e riattivazioni dopo periodi di inattività.

Un referto conforme non perde il proprio valore. Deve però essere collocato in una sequenza che permetta di comprendere cosa è accaduto prima e dopo il prelievo.

Il perimetro normativo richiede una gestione formalizzata

Il D.Lgs. 81/2008 classifica Legionella pneumophila e le altre specie di legionelle patogene per l’uomo tra gli agenti biologici del gruppo 2 nell’Allegato XLVI. Per i luoghi di lavoro, il tema rientra quindi anche nella valutazione del rischio biologico e nella protezione degli operatori esposti durante manutenzioni, pulizie e interventi sugli impianti.

Le Linee guida del Ministero della Salute del 2015 costituiscono il riferimento nazionale per la valutazione, la gestione e la comunicazione del rischio. Il D.Lgs. 102/2025 ha inoltre aggiornato il quadro relativo alle acque destinate al consumo umano e, nell’Allegato VIII, ha ricompreso le strutture ricettive alberghiere tra gli edifici prioritari di classe C e palestre, centri sportivi, fitness, SPA e wellness tra quelli di classe D.

Per gli hotel sono previsti l’identificazione del Gestore idrico della distribuzione interna e la formulazione del piano di autocontrollo degli impianti idrici interni redatto da soggetti con competenze multidisciplinari. Per le strutture wellness è richiesto almeno un piano di verifica igienico-sanitaria basato sulle linee guida, con controllo di minimo relativo a piombo e Legionella.

Per le piscine a uso natatorio, l’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 e i documenti tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità sugli aspetti igienico-sanitari e gestionali restano riferimenti da coordinare con la disciplina regionale applicabile e con le indicazioni specifiche sulla legionellosi.

Cosa deve essere dimostrabile durante una verifica

Nel rischio Legionella nelle SPA e centri benessere, cosa controllare dipende dalla configurazione reale del reparto.

Il primo elemento è la mappatura: vasche, vasche di compenso, filtri, getti, docce, percorsi sensoriali, punti terminali poco utilizzati e collegamenti con la rete sanitaria. Il secondo è il piano stagionale, che deve collegare frequenze di controllo, condizioni di esercizio, soglie interne e criteri di escalation.

Il terzo riguarda le responsabilità: chi legge i dati, chi autorizza la riapertura dopo un’anomalia, chi dispone il ricampionamento e chi verifica l’efficacia dell’azione correttiva. Il quarto riguarda la prova documentale, cioè la possibilità di ricostruire date, risultati, anomalie, interventi e verifiche successive.

I controlli acqua SPA e centri benessere dovrebbero evitare archivi separati tra laboratorio, manutentore e direzione. Devono costruire una sequenza verificabile. La stessa impostazione è necessaria nella valutazione rischio Legionella palestre e piscine, dove docce, spogliatoi, vasche e circuiti a ricircolo possono appartenere a sistemi distinti ma concorrere alla stessa esposizione.

Il sospetto caso richiede una sequenza tecnica

Stabilire come gestire un sospetto caso di legionellosi in un centro benessere significa coordinarsi con l’autorità sanitaria e ricostruire le possibili esposizioni. Le Linee guida prevedono che, quando il caso è associato a esposizioni note come cure termali o strutture ricettive, venga avviata immediatamente un’indagine ambientale con prelievo di campioni.

Devono essere recuperati lo storico dei dieci giorni precedenti, i registri di utilizzo, i valori dei parametri, le manutenzioni e le anomalie. L’indagine epidemiologica considera espressamente la frequentazione di centri benessere, piscine, impianti termali e vasche idromassaggio.

La procedura non coincide con una bonifica indiscriminata, ma con una gestione graduata: delimitazione degli impianti coinvolti, campionamento rappresentativo, misure temporanee di riduzione dell’esposizione, intervento correttivo e verifica dell’efficacia.

Per concentrazioni superiori a 1.000 UFC/L nelle vasche idromassaggio, le Linee guida indicano la chiusura immediata dell’impianto, la disinfezione, la revisione della valutazione del rischio e la riapertura solo dopo il rientro dei risultati e una verifica ritenuta soddisfacente.

La tracciabilità deve seguire la stagione

In una SPA, la documentazione non può essere aggiornata soltanto in occasione dei campionamenti. Tra un controllo e il successivo cambiano l’affluenza, i tempi di ricircolo, le condizioni dei filtri, i valori di disinfettante residuo e gli interventi eseguiti sugli impianti. Sono queste variazioni a determinare se un risultato analitico rappresenta un episodio isolato o il segnale di una criticità progressiva.

Per questo serve uno storico che colleghi i dati di esercizio ai referti, alle manutenzioni e alle azioni correttive. Legiopure viene utilizzato come metodo operativo per ricostruire questa sequenza: quando è stata rilevata un’anomalia, chi l’ha valutata, quale misura è stata adottata e con quale verifica ne è stata confermata l’efficacia.

La tracciabilità non consiste nell’accumulare documenti, ma nel rendere leggibile il processo decisionale. Durante una verifica o dopo un sospetto caso, ciò che deve emergere non è soltanto che i controlli siano stati eseguiti, ma che ogni variazione rilevante sia stata riconosciuta, gestita e chiusa con evidenze verificabili.

Un controllo pre-apertura certifica una condizione puntuale. Una gestione documentata dimostra la continuità della prevenzione durante l’intera stagione operativa.

Autore

Marco Labianca
Marco Labianca è Fondatore di Airleg Srl. Airleg opera attraverso i pillar ACCA, Airlab, Repura e Legiopure.

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