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La prevenzione è un costo. L’emergenza moltiplica i costi.

La prevenzione è un costo. L’emergenza moltiplica i costi.

Quando si parla di costo della gestione del rischio Legionella, molte aziende e strutture sanitarie concentrano l’attenzione sul prezzo di un campionamento, di un trattamento o di una bonifica. È un approccio comprensibile, ma incompleto.

La domanda corretta non è “quanto costa la prevenzione della Legionella?”, bensì “quanto costa gestire un’emergenza che una corretta prevenzione avrebbe potuto evitare?”

La prevenzione comporta un investimento programmato: monitoraggi periodici, campionamenti, trattamenti, manutenzione e controllo documentale. Sono costi prevedibili, pianificabili e inseribili nel budget annuale.

Quando invece il rischio viene affrontato solo dopo una positività, il costo non coincide più con la sola bonifica. All’intervento tecnico si aggiungono infatti almeno quattro categorie di costo spesso sottovalutate: il fermo, totale o parziale, dell’impianto, la gestione straordinaria della documentazione, il maggiore impiego di personale e fornitori e le possibili conseguenze reputazionali, assicurative o legali.

È questa la vera differenza tra una gestione continuativa del rischio Legionella e una gestione in emergenza.

Nelle strutture complesse – ospedali, RSA, alberghi, stabilimenti produttivi, scuole, centri sportivi ed edifici pubblici – la Legionella non rappresenta un evento improvviso, ma un rischio impiantistico influenzato da molteplici fattori, tra cui temperatura dell’acqua, ristagni, biofilm, ricircoli, terminali poco utilizzati, modifiche impiantistiche, stagionalità, variazioni dei consumi e qualità dell’acqua in ingresso.

Per questo motivo, il costo della gestione del rischio Legionella non può essere valutato confrontando il prezzo di un’analisi con quello di una bonifica. La vera differenza non è tra due interventi, ma tra due modelli di gestione: uno reattivo, che interviene quando il problema è già presente, e uno preventivo, che consente di monitorare l’impianto, programmare gli interventi e mantenere il controllo dei costi nel tempo.

Il costo della bonifica d’emergenza vs il costo della gestione continuativa

La differenza tra una gestione programmata e una gestione in emergenza non riguarda soltanto l’importo economico di un singolo intervento. Riguarda il modo in cui si generano i costi. Nella gestione continuativa, le attività vengono pianificate: monitoraggi, campionamenti, manutenzioni e trattamenti seguono un programma definito e consentono di mantenere sotto controllo sia il rischio sia il budget.

In una gestione reattiva, invece, la spesa nasce da un evento già accaduto. Ogni decisione deve essere presa in tempi rapidi e il costo dell’intervento tecnico rappresenta spesso solo una parte dell’impatto economico complessivo.

Per questo motivo il confronto non dovrebbe essere tra il prezzo di una bonifica e quello di un campionamento, ma tra due modelli di gestione completamente diversi: uno costruito sulla programmazione e uno imposto dall’emergenza.

Ed è proprio da questa differenza che derivano le quattro principali categorie di costo che ogni organizzazione dovrebbe considerare nella valutazione economica del rischio Legionella.

Le quattro voci di costo da sommare sempre insieme

Una gestione efficace del rischio Legionella non significa svolgere più attività, ma svolgere le attività giuste al momento giusto.

Quando il monitoraggio viene programmato, i costi diventano prevedibili e possono essere inseriti nel budget aziendale. Quando invece il rischio viene affrontato solo in presenza di una criticità, alle attività ordinarie si aggiungono interventi straordinari che rendono la gestione più complessa e meno controllabile.

Per questo motivo, il costo della gestione del rischio Legionella non dovrebbe essere valutato partendo dal prezzo di una singola analisi o di una bonifica, ma considerando l’intero processo di gestione dell’impianto.

Le quattro aree descritte di seguito rappresentano i principali elementi che consentono di mantenere il controllo del rischio e, allo stesso tempo, di rendere i costi più prevedibili nel tempo.

1. Campionamento periodico ricorrente

Il monitoraggio periodico non dovrebbe essere considerato soltanto un adempimento o un controllo microbiologico. È lo strumento che permette di conoscere il comportamento dell’impianto nel tempo.

Un singolo campione rappresenta una fotografia; una serie di monitoraggi costruisce una storia. Consente di individuare i punti più critici, comprendere gli effetti degli interventi eseguiti, verificare l’efficacia dei trattamenti e programmare le attività future sulla base di dati oggettivi.

Questa conoscenza permette di intervenire prima che una criticità si trasformi in un’emergenza, rendendo la gestione più efficace e il budget più prevedibile.

2. Trattamento ricorrente ed escalation nel tempo

L’obiettivo di un trattamento non dovrebbe essere semplicemente eliminare una positività, ma mantenere nel tempo condizioni impiantistiche che limitino lo sviluppo della Legionella.

Quando un impianto richiede interventi sempre più frequenti o dosaggi progressivamente maggiori, è spesso il segnale che si sta intervenendo sugli effetti e non sulle cause.

Una gestione programmata consente invece di verificare nel tempo l’efficacia delle soluzioni adottate e di scegliere gli interventi più appropriati per stabilizzare il controllo microbiologico, evitando escalation tecniche ed economiche.

In questo punto si inserisce il ruolo di Repura. La logica è diversa rispetto alla sola risposta chimica: non inseguire il problema con trattamenti progressivamente più intensi, ma introdurre una barriera fisica capace di stabilizzare il controllo microbiologico e rendere più prevedibile la curva di costo nel tempo.

3. Fermo impianto in caso di positività non anticipata

Il metodo colturale ISO 11731 resta un riferimento tecnico importante, ma richiede tempi di incubazione che possono arrivare a 10-15 giorni. Questo intervallo ha una conseguenza economica precisa: il dato arriva dopo il prelievo, ma l’impianto, nel frattempo, continua a funzionare. Se la positività emerge quando la struttura è pienamente operativa, il costo non è più solo analitico. Diventa organizzativo.

In una struttura sanitaria, ricettiva, scolastica o produttiva, il fermo non è mai neutro. Anche quando riguarda una parte dell’impianto, genera ripercussioni su persone, reparti, camere, turni, forniture e responsabilità.

Il costo della positività non anticipata è spesso superiore al costo del controllo che avrebbe potuto intercettarla prima. Questo è particolarmente rilevante per le strutture con elevata continuità di utilizzo. In un ospedale, un reparto non può essere trattato come una semplice area tecnica. In una RSA, il disagio operativo coinvolge utenti fragili. In un hotel, una limitazione sull’acqua calda sanitaria può incidere direttamente sull’esperienza dell’ospite.

Il fermo, inoltre, non ha solo una durata tecnica. Ha anche una durata amministrativa. Serve autorizzare interventi, coordinare fornitori, documentare le azioni, attendere verifiche, comunicare internamente, gestire eventuali prescrizioni e ripristinare le condizioni ordinarie.

Quando tutto questo avviene in emergenza, la struttura perde capacità di negoziazione, tempo decisionale e controllo dei costi.

4. Crisi reputazionale e responsabilità civili o penali

La Legionella non è solo un problema tecnico. In caso di evento accertato, diventa un tema di responsabilità.

La Direzione deve poter dimostrare che il rischio era stato valutato, monitorato e gestito secondo criteri documentabili. Non basta aver eseguito interventi occasionali. Serve una traccia coerente: dati, azioni correttive, verifiche, trend, responsabilità assegnate, evidenze disponibili in caso di audit o ispezione.

Quando questa tracciabilità manca, il costo non è più soltanto quello dell’intervento. Può diventare costo legale, assicurativo, reputazionale e gestionale. Il D.Lgs. 18/2023, insieme agli aggiornamenti successivi, ha rafforzato il principio della valutazione del rischio lungo la filiera dell’acqua destinata al consumo umano. In parallelo, le linee guida e le prassi di settore richiedono sempre più capacità documentale, continuità di controllo e dimostrabilità delle azioni adottate.

Per una Direzione, questo significa una cosa precisa: in caso di criticità, non viene valutato solo il risultato finale. Viene valutato anche il percorso.

Chi ha misurato? Quando? Con quale frequenza? Su quali punti? Quali azioni correttive sono state adottate? Quali dati dimostrano che il rischio era presidiato prima dell’evento? Dove sono archiviati i report? Chi li ha verificati? Quali trend erano già visibili?

Se queste risposte non sono disponibili, il costo della crisi aumenta.

La reputazione, inoltre, non è una variabile astratta. In strutture ricettive, sanitarie o scolastiche, un evento legato alla Legionella può produrre perdita di fiducia, richieste di chiarimento, attenzione mediatica, contenziosi e difficoltà nei rapporti con utenti, famiglie, clienti o enti pubblici. La gestione continuativa non serve solo a ridurre il rischio. Serve a dimostrare come quel rischio è stato gestito.

Dal costo dell’intervento al TCO del rischio biologico

Il Total Cost of Ownership applicato al rischio Legionella richiede di superare la logica del singolo preventivo.

Il TCO del rischio biologico include costi diretti e indiretti. I costi diretti sono più visibili: analisi, trattamenti, manutenzioni, dispositivi, consulenze, interventi tecnici. I costi indiretti sono più difficili da attribuire: tempo gestionale, coordinamento interno, perdita di continuità, rischio reputazionale, contenziosi, perdita di fiducia, inefficienza documentale.

Un sistema di monitoraggio e tracciabilità consente di ridurre questa zona grigia. Non perché trasformi il rischio in una variabile eliminabile, ma perché permette di leggerlo con criteri più stabili.

La domanda corretta, quindi, non è “quanto costa prevenire”.

La domanda corretta è: quanto è prevedibile ciò che costa?

Quando il rischio biologico viene gestito solo per eventi, il costo resta instabile. Quando viene monitorato, documentato e governato in modo continuativo, entra nel perimetro del budget. Ed è in quel momento che la prevenzione smette di essere percepita come una spesa e diventa uno strumento di controllo economico.

In conclusione

Il costo gestione rischio Legionella non si misura correttamente partendo dal prezzo di una singola analisi o di una singola bonifica.

Si misura sommando campionamenti, trattamenti, escalation, fermi impianto, urgenze, responsabilità, crisi reputazionali e capacità documentale.

È questa somma che determina il vero impatto economico.

Una gestione continuativa rende il costo più visibile. E proprio per questo lo rende più governabile.

Per un CFO, il vantaggio non è solo nella riduzione del rischio biologico. È nella trasformazione di una variabile incerta in un processo misurabile, documentato e inseribile a budget.

La gestione continuativa non elimina il costo della prevenzione. Elimina il costo dell’imprevisto. Perché governare il rischio significa, prima di tutto, governare i costi.

Autore

Marco Labianca
Marco Labianca è Fondatore di Airleg Srl. Airleg opera attraverso i pillar ACCA, Airlab, Repura e Legiopure.

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