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Riapertura delle scuole: Legionella e qualità dell’aria non si esauriscono con le pulizie di fine estate

Riapertura delle scuole: Legionella e qualità dell’aria non si esauriscono con le pulizie di fine estate

Legionella e ventilazione nelle scuole: gestione del rischio a settembre

Il 3 luglio 2026 l’asilo nido comunale Arabam di Bagno a Ripoli è stato chiuso in via precauzionale dopo il riscontro di Legionella nell’impianto idrico. I bambini che frequentavano il prolungamento estivo sono stati ricollocati in altre strutture con i propri educatori, mentre nel plesso è stato avviato il trattamento antibatterico previsto dai protocolli.

Nei mesi precedenti, due episodi avevano interessato altrettanti edifici scolastici umbri. A Gualdo Cattaneo era stato chiuso il nuovo plesso di via del Parco, inaugurato due mesi prima e destinato a scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. A Città di Castello la chiusura precauzionale aveva riguardato la scuola dell’infanzia di Montedoro. In entrambi i casi, la sospensione delle attività era stata accompagnata da interventi di disinfezione e verifiche successive.

Questi episodi non dimostrano, da soli, che la contaminazione sia stata causata dal fermo estivo. Mostrano però la conseguenza operativa di una positività rilevata quando l’edificio è già utilizzato: chiusura, ricollocazione degli alunni, interventi urgenti e necessità di dimostrare il ripristino delle condizioni di sicurezza.

Nel 2024 sono stati notificati in Italia 4.627 casi di legionellosi, con un incremento del 18% rispetto all’anno precedente. Il dato italiano corrisponde a un’incidenza grezza di 78,5 casi per milione di abitanti. A livello europeo, Francia, Germania, Italia e Spagna hanno concentrato complessivamente il 71% dei casi notificati nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo.

A settembre acqua e aria ripartono nello stesso edificio

Le scuole presentano una condizione ricorrente: per diverse settimane alcune parti dell’edificio restano chiuse o vengono utilizzate in modo ridotto. Docce delle palestre, rubinetti secondari, fontanelle, laboratori, cucine e rami periferici della rete possono rimanere inutilizzati per buona parte dell’estate.

L’Istituto Superiore di Sanità individua proprio nel flusso scarso o assente, nelle temperature favorevoli, nei depositi e nella formazione di biofilm alcune delle condizioni che possono sostenere la crescita di Legionella negli impianti idrici. Le indicazioni riguardano anche scuole, università e strutture per l’infanzia sottoposte a periodi di chiusura o utilizzo parziale.

Nello stesso periodo possono restare fermi anche gli impianti di ventilazione meccanica. Il meccanismo è diverso da quello della rete idrica: nelle condotte non si valuta il ristagno dell’acqua, ma lo stato igienico delle superfici interne, dei filtri e dei componenti, insieme alla capacità dell’impianto di garantire le portate previste nelle reali condizioni di occupazione.

Dal 14 maggio 2026 è disponibile la UNI 12016:2026, dedicata ai requisiti degli impianti di ventilazione meccanica negli edifici per l’istruzione. Il campo di applicazione comprende aule didattiche, laboratori, aule magne, ambienti sportivi e locali utilizzati da studenti e insegnanti. La norma introduce un riferimento specifico per la progettazione e la gestione degli impianti, con attenzione alla qualità dell’aria interna e al risparmio energetico.

Alla riapertura, quindi, acqua e aria pongono due domande differenti ma convergenti: cosa è accaduto negli impianti durante il periodo di utilizzo ridotto e quali evidenze dimostrano che le condizioni siano state verificate prima del ritorno degli occupanti?

Le pulizie di fine estate non dimostrano la gestione del rischio

La pulizia straordinaria delle aule, il flussaggio dei rubinetti e il riavvio degli impianti sono attività necessarie. Non coincidono però con una valutazione del rischio.

Aprire un terminale per alcuni minuti non permette, da solo, di conoscere le condizioni dell’intera rete. Sostituire un filtro non dimostra che le portate d’aria siano coerenti con l’occupazione prevista. La differenza è tra documentare l’esecuzione di un’attività e verificare il risultato prodotto sull’impianto.

Anche il perimetro normativo deve essere letto in relazione alla configurazione reale della struttura.

Il D.Lgs. 18/2023, come modificato dal D.Lgs. 102/2025, include tra gli edifici prioritari di classe D gli istituti di istruzione dotati di strutture sportive. Per queste configurazioni sono previsti l’identificazione del Gestore idrico della distribuzione interna e, almeno, un piano di verifica igienico-sanitaria dell’acqua basato sulle linee guida, con controllo minimo relativo a piombo, Legionella spp. e Legionella pneumophila.

Le mense scolastiche rientrano invece nella classe C, per la quale sono previsti il Gestore idrico e un piano di autocontrollo igienico degli impianti idrici interni, eventualmente integrato nel piano HACCP. Non tutte le scuole ricadono quindi automaticamente nella stessa classe, ma la presenza di palestra, mensa e altri servizi modifica il livello e la forma della gestione richiesta.

Il campionamento descrive un momento dell’impianto

Un campionamento effettuato prima della riapertura può fornire un dato di baseline. Il suo valore dipende però da come sono stati selezionati i punti, dalla configurazione della rete e dalla capacità di collegare il risultato alle condizioni operative.

Un unico prelievo su un rubinetto utilizzato frequentemente può non rappresentare una doccia della palestra rimasta chiusa, un terminale periferico, una fontanella o un tratto con scarso ricambio. La mappatura deve precedere il campionamento, non essere ricostruita dopo una positività.

Lo stesso principio vale per la ventilazione. La riaccensione dell’impianto non ne dimostra le prestazioni. Devono essere valutati lo stato dei filtri e dei componenti, l’igiene delle sezioni accessibili, le portate effettive, il bilanciamento e le eventuali differenze tra ambienti con occupazione diversa.

Un risultato conforme non perde valore. Deve però essere collocato in una sequenza che renda comprensibile cosa è stato verificato, in quali condizioni e con quali criteri sarà controllato durante l’anno scolastico.

Cosa deve essere verificabile prima della prima campanella

Il primo elemento è la mappatura dell’impianto idrico: docce delle palestre, fontanelle, cucine, mense, laboratori, accumuli, sistemi di produzione dell’acqua calda, terminali poco utilizzati e rami con circolazione ridotta.

Il secondo è il piano dei controlli. Frequenze e punti di prelievo devono essere definiti in relazione alla classificazione dell’edificio, alla valutazione del rischio, alla durata del fermo e alle caratteristiche della rete. Il flussaggio può essere parte delle azioni preventive, ma non sostituisce automaticamente il campionamento quando quest’ultimo è previsto dal piano.

Il terzo riguarda gli impianti aeraulici. Occorre verificare che pulizia, manutenzione e riavvio siano accompagnati da controlli sulle prestazioni reali: portate, bilanciamento, stato igienico e capacità di servire gli ambienti secondo la loro destinazione e occupazione.

Il quarto elemento riguarda le responsabilità. Prima dell’apertura deve essere chiaro chi valuta i dati, chi dispone un intervento correttivo, chi autorizza il riutilizzo di una parte dell’impianto e chi verifica l’efficacia delle misure adottate.

Senza questa sequenza, referti, registri di manutenzione e verbali di pulizia rimangono documenti separati. Durante un controllo non restituiscono una gestione, ma una serie di attività difficili da collegare.

Quando la velocità del dato cambia la decisione

Il metodo colturale previsto dalla ISO 11731 resta il riferimento per la ricerca di Legionella nei campioni ambientali e richiede normalmente diversi giorni per la crescita e l’identificazione delle colonie.

Il laboratorio Airlab utilizza la PCR Real-Time come strumento di screening rapido, in grado di fornire un’indicazione entro 48 ore. La PCR rileva il DNA batterico, ma non sostituisce il metodo colturale come risultato definitivo: in caso di esito positivo, il protocollo prevede la conferma mediante coltura secondo la normativa vigente.

La funzione dello screening rapido non è dichiarare conclusa l’indagine. È ridurre il tempo necessario per orientare le prime decisioni: delimitare i punti interessati, approfondire il campionamento, programmare un intervento o evitare che una criticità venga scoperta quando l’edificio è già occupato.

Per una scuola, questo anticipo può consentire di intervenire prima dell’apertura anziché gestire, a lezioni iniziate, la chiusura di un plesso e la riorganizzazione di alunni, personale e famiglie.

La tracciabilità deve seguire l’anno scolastico

Airleg opera nelle strutture scolastiche integrando competenze idriche, aerauliche, analitiche e documentali.

Airlab esegue analisi microbiologiche e monitoraggi ambientali. ACCA svolge attività di ispezione, monitoraggio, pulizia e sanificazione degli impianti idrici e aeraulici, oltre a verifiche di portata, taratura e bilanciamento degli impianti HVAC. Legiopure permette di collegare parametri, controlli, scadenze, interventi e alert in uno storico consultabile. Repura interviene nei sistemi di trattamento dell’acqua quando la configurazione impiantistica richiede una barriera dedicata.

Non si tratta di concentrare una serie di adempimenti nell’ultima settimana di agosto. Il rischio cambia durante l’anno: cambiano l’utilizzo degli ambienti, la frequenza delle utenze, le temperature, le manutenzioni e le condizioni di esercizio degli impianti.

Una verifica pre-apertura descrive il punto di partenza. Una gestione documentata dimostra che acqua e aria sono state controllate, mantenute e rivalutate durante l’intero anno scolastico.

Autore

Marco Labianca
Marco Labianca è Fondatore di Airleg Srl. Airleg opera attraverso i pillar ACCA, Airlab, Repura e Legiopure.

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