Silenziosa, invisibile, ma ancora pericolosamente presente. La Legionella continua a rappresentare una minaccia concreta per la salute pubblica , nonostante se ne parli meno rispetto ad altri rischi biologici.
A confermarlo è la recente e vasta campagna di informazione e prevenzione condotta in Puglia dall’azienda sanitaria barese. L’indagine ha coinvolto circa 1.400 strutture di accoglienza e ricettive tra alberghi, bed & breakfast ed Rsa. Gli esiti dei questionari mirati hanno fatto scattare, per chi aveva valori sospetti o fuori norma, i relativi provvedimenti previsti per legge con bonifiche e nuovi campionamenti.
Per fare chiarezza su questo tema e capire come prevenire diffusione e contagi , le pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno hanno recentemente ospitato un’intervista a Marco Labianca, esperto di prevenzione ambientale e fondatore di Airleg , azienda pugliese attiva su tutto il territorio nazionale specializzata nella valutazione e riduzione dei rischi biologici.
Ecco i passaggi chiave dell’intervista rilasciata al noto quotidiano, ricca di indicazioni pratiche per amministratori, gestori di strutture complesse e cittadini.
Cos’è la Legionella e perché fa ancora paura?
Come spiegato da Labianca sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno, «la Legionella è un batterio che vive in ambienti acquatici, anche sotto forma di micro-goccioline, ed è patogeno per l’essere umano». Può causare infezioni gravi come la polmonite, risultando particolarmente pericolosa in soggetti anziani, fragili o immunodepressi.
Una delle dinamiche meno comprese riguarda la trasmissione: la particolarità dell’infezione è che non si contrae bevendo l’acqua, ma inalandola, ad esempio durante una doccia o attraverso aerosol e spruzzi contaminati.
La Legionella è sempre esistita , ma oggi i fattori di rischio sono in aumento: le reti idriche sono sempre più complesse, le temperature ambientali aumentano, l’acqua è sottoposta a maggiori stress e viviamo sempre più spesso in edifici chiusi e isolati. Tutti fattori che favoriscono la proliferazione del batterio.
Gli errori più comuni (e pericolosi) negli impianti
L’esperienza sul campo di Airleg ha permesso di mappare gli errori più frequenti che favoriscono la diffusione del batterio negli impianti, spesso sottovalutati da privati, gestori ed enti. Il fondatore di Airleg ne evidenzia alcuni cruciali:
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Temperature di caldaie e boiler inferiori ai 60 °C.
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Punti d’uso inutilizzati per lunghi periodi (lasciare un rubinetto chiuso per giorni è una cattiva abitudine ).
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Campionamenti effettuati su un numero insufficiente di rubinetti.
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Utilizzo di protocolli di bonifica standard, non adattati all’impianto reale.
«Non esiste un “prodotto miracoloso” che elimina la Legionella: esiste invece una procedura corretta, studiata su misura, che può ridurre in modo significativo il rischio», sottolinea Labianca.
Normativa 2023: Il cambio di paradigma
Un passaggio fondamentale dell’intervista riguarda l’evoluzione normativa. Dal 2023 la Legionella non è più un parametro facoltativo: deve essere ricercata per legge e, se presente oltre i limiti, l’acqua non è più considerata potabile.
Sul piano tecnico-scientifico, oggi disponiamo di sistemi in grado di produrre disinfettanti molto efficaci, come il biossido di cloro e la monoclorammina. Tuttavia, l’esperto lancia un monito preciso: «La tecnologia funziona solo se accompagnata da competenze adeguate» e questi sistemi non possono essere affidati a figure improvvisate.
I consigli di Airleg per Ospedali, Scuole e Hospitality
Quale dovrebbe essere il vero segnale per intervenire? L’errore più grave è intervenire solo dopo un caso conclamato. La Legionella si combatte con la prevenzione: analisi periodiche degli impianti e protocolli di gestione adeguati. Aspettare l’emergenza significa esporsi a rischi evitabili.
Per questo motivo, Marco Labianca ha condiviso linee guida differenziate:
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Per Ospedali e RSA: È indispensabile partire da una valutazione del rischio Legionella basata su sopralluoghi reali e non su documenti standardizzati. Questi piani devono definire procedure concrete per ridurre il rischio per pazienti, operatori e utenti.
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Per Scuole e PA: Soprattutto dopo lunghi periodi di inattività come le vacanze estive, gli impianti dovrebbero essere oggetto di pulizia e disinfezione programmata.
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Per Amministratori e Gestori di strutture: Il consiglio è di rivolgersi ad aziende specializzate e di pretendere piani di campionamento e manutenzione personalizzati. Come ricorda Labianca: «Se non vengono richieste informazioni tecniche o non vengono effettuati sopralluoghi preliminari, è giusto diffidare».
Affidati agli esperti riconosciuti del settore. Non lasciare la sicurezza dei tuoi impianti al caso. Contatta Airleg per richiedere un sopralluogo tecnico e un Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA) su misura per la tua struttura.